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SALERNO 16 NOVENBRE 2007
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Modelli organizzativi e drivers finanziari per lo sviluppo della innovazione in sanità
Salerno: convegno del 16 novembre 2007

Il convegno del 16 Novembre 2007 sul tema : “Modelli organizzativi e drivers finanziari per lo sviluppo della innovazione in sanità”, curato dall’Osservatorio nazionale ICT (area sanità) in collaborazione con l’ Associazione universitaria “ Don Luigi Sturzo” e con l’ Università degli studi di Salerno, ha voluto fare il punto sull’aggiornamento della nosografia e dello stato dell’arte dell’ICT sanitario rispetto alla precedente edizione del convegno, svoltasi a Salerno nel 2005, evidenziando questa volta le varie potenzialità di possibili drivers finanziari e non utili alla modernizzazione della sanità. Tutto cambia: la moda,la politica,l’arte;cambia anche la sanità,che diventa sempre più costosa a tal punto che nessun governo di destra o di sinistra in Italia potrà farvi fronte senza una vera e propria rivoluzione copernicana dell’asset allocation a favore di altre formule organizzative. Ma attenzione,però;molti di questi investimenti non sono che anticipazioni di possibili investimenti. Ecco allora che se l’investimento in farmaci cosiddetti “intelligenti”può sembrare oneroso, è pur vero che essi riducono le giornate di degenza ospedaliera rispetto ad altre terapie tradizionali.
Sulla stessa direzione, mentre l’investimento in attrezzature di radiochirurgia potrà sembrare dispendioso, spesse volte lo stesso si è dimostrato molto utile per l’ Azienda ospedaliera che lo adotta, creando un indotto di utenza da parte di centri tuttora sprovvisti di tale tecnologia .Questi drivers si chiamano “finanziamenti europei a fondo perduto, dipartimenti nazionali e regionali dell’innovazione” e sono Centri di servizio territoriali, ma soprattutto si tratta di Projet Financing e Fondazioni.
I lavori del convegno sono stati moderati da Eduardo Maria Piccirilli in sostituzione dell’On.Riccardo Villari
Dopo il saluto di benvenuto affidato ad Alessia Passatordi referente per Salerno dell’Osservatorio e del dr.Giuseppe D’Angelo vice presidente dell’Ordine della Provincia di Salerno sono stati aperti da una lettura magistrale del coordinatore dell’area sanità dell’Osservatorio nazionale, Massimo Alessandro, che ha illustrato ampiamente il campo di applicazione della innovazione sanitaria, riprendendo e aggiornando una precedente nosografia del 2005. Le ere di Internet e le sue applicazioni in campo sanitario, spazi virtuali inesplorati, ingegneria clinica, risk management, farmaco- economia,antropologia della cultura digitale sono stati i temi trattati dal relatore. Numerosi i rimandi e le digressioni alla letteratura e alle arti visive (Futurismo),alla sociologia (Extreme Generation e Homo Cyborg),alla filosofia con particolare riferimento alla corrente denominata transumanesimo, la cui missione è quella di alterare la condizione umana usando ragione e tecnologia,abolendo l’invecchiamento e aumentando le capacità intellettuali, fisiche e psicologiche degli esseri umani.
Ha fatto seguito la relazione del prof. Marcello Bracale, professore ordinario e direttore del Dipartimento di ingegneria biomedica della Università degli studi di Napoli “Federico II” sul tema “Modernizzare la sanità: che cosa occorrerebbe;il punto di vista del bioingegnere”. Il relatore, oltre a riprendere il tema della necessità di inserimento della figura del bioingegnere nelle strutture ospedaliere complesse con finalità di Health Technology Assessment (HTA) ha parlato di alcune innovazioni ingegneristiche nel campo della neurotecnologia.
La dr.ssa Patrizia Gatto di Torino ha portato la sua esperienza di editore nel campo medicale. Dalla fusione tra una decennale attività di consulenza aziendale e marketing (ha detto) ed una casa editrice scientifica (medinet) nel 2004 nasce il marchio TU.E.OR; l’obiettivo,rilevando la piccola casa, era di riattivarla; per questo si è privilegiata l’idea di importare in Italia un brand internazionale in un settore specialistico della medicina. La scelta è caduta sulla Dental Tribune International.
Dental Tribune è il giornale dedicato ai dentisti generici più diffuso e conosciuto nel mondo:ha infatti 30 edizioni in 27 lingue diverse;è distribuito in oltre 90 Paesi e viene letto ogni mese da più di 600.000 professionisti (con l’obiettivo di raggiungere il milione nel 2010).Ha il più vasto network di corrispondenti e di contributi internazionali,con una copertura globale veramente unica. Oltre che nella forma cartacea,ogni edizione del giornale è disponibile on line nel formato e-Paper sul sito Dental Tribune.
Nel 2006 TU.E.OR entra nel consorzio QxMedia Group,con l’obiettivo di essere presente con qualunque canale di informazione scientifica;congressi,internet,tv satellitare.
La dottoressa Rocchina Covucci ha dissertato sulla sua recente tesi di laurea in economia, conseguita alla Università di Salerno, avente per tema una particolare applicazione della telemedicina e precisamente la teleradioterapia oncologica, la quale permette il trasferimento non soltanto di consulti e di immagini, ma ,nella sua forma più complessa, di veri e propri piani di trattamento radioterapico da centri di eccellenza verso centri di minore complessità tecnologica.
La prof.ssa Feola, intervenuta in sostituzione del prof. Roberto Parente della Facoltà di economia della Università degli studi di Salerno, ha svolto il tema “Imprenditorialità ed innovazione nel settore biotech; argomenti trattati sono stati l’evoluzione dei sistemi economici,il ruolo della imprenditorialità innovativa nella economia science-based, fattori critici per la nascita e lo sviluppo di imprese science-based,il venture capital per lo sviluppo di imprenditorialità science-based. La relatrice ha illustrato un case-history (Erpogen Venture).I soci di Erpogen sono investitori privati dell’area canavesana, torinese e biellese, tutti motivati dalla volontà e dal desiderio di dare origine e supportare una serie di iniziative destinate a promuovere nuove imprese (start-up) basate su progetti altamente innovativi e di rilevanza scientifica internazionale soprattutto nel settore del biotech.
Ha fatto seguito la relazione del dr. Angelo Rossi Mori,della Unità di sanità elettronica del C.n.r. di Roma , che ha trattato il tema “L’innovazione come driver di cambiamento”, parlando di convergenze parallele da parte di due diversi approcci verso le tecnologie:
il primo rivolto alle tecnologie assestate e diffuse con lo scopo di adeguarle e certificarle. Il secondo approccio è rivolto alla salute in Rete (Connected Health). In quest’ultimo caso i problemi sono quelli di aiutare il cambiamento in atto nei modelli organizzativi e creare una comunità degli addetti ai lavori,che possa essere propositiva e confrontarsi con le autorità che decidono e con i cittadini che esprimono il consenso.
La dr.ssa Rosy Falcone, della Hf Finance di Lugano, ha invece parlato del ruolo della ingegneria finanziaria quale possibile e futuribile driver finanziario applicato al mondo della sanita’ e dell’ Ict. Le idee importanti -ha osservato -hanno bisogno di ali per volare e di efficaci strategie finanziarie per essere realizzate. Tra le proposte fatte dalla relatrice, quella per cui le fondazioni bancarie più importanti potrebbero, in luogo di reinvestire nel sociale solo i proventi derivanti da attività di investimento tradizionale (a basso rendimento), affiancare schemi di ingegneria finanziaria basati su effetti leva, così come detta l’esperienza delle fondazioni americane ed il loro ruolo nel kick- off di alcuni progetti umanitari.
Ha chiuso i lavori la relazione dell’europarlamentare, Alfonso Andria, che ha parlato della strategia europea per la sanità e, in particolare, dei programmi di finanziamento a fondo perduto, previsti dalla Unione Europea.
Le conclusioni sono state del prof. Mario Condorelli (già presidente del Consiglio superiore di sanità),attualmente eminente clinico medico presso la Facoltà di Medicina della Seconda Università di Napoli, che, oltre a commentare sapientemente e criticamente le varie relazioni, ha esortato l’On. Andria ad intervenire per una maggiore semplificazione delle gare europee relative ai finanziamenti per l’Ict sanitario, molte volte inaccessibili per molte piccole e medie imprese del settore, anche e soprattutto per problemi di complessità burocratica.
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Icto come formazione e informazione per le donne
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CST
Evento Osservatorio Campano
IL CST QUALE STRUMENTO DI SUPPORTO PER L’INNOVAZIONE DEGLI ENTI LOCALI



Venerdì 15 dicembre 2006, presso la Università di Napoli “Federico” Facoltà di Giurisprudenza, si è tenuto il Forum sul tema “Il CST quale strumento di supporto per l’innovazione degli Enti locali”. Al Forum organizzato dall’Osservatorio delle ICT della Regione Campania sono intervenuti: Prof. Raffaele Perrone Capano (ordinario di Diritto Finanziario della Facoltà di Giurisprudenza Università Federiciana), Dott. Massimo Alessandro (Vicepres. Osservatorio ICT), Dott. Eduardo Maria Piccirilli (Pres. Osservatorio ICT), Dott. Alfonso Separo (Dir. Amm. Agenzia di Sviluppo Area Nolana), Dott. Giuseppe Capasso (Ass. all’Innovazione Tecnologica Prov. Napoli), Dott. Espedito Marletta (Sindaco di Acerra), On. Teresa Armato (Ass. alla Ricerca Scientifica Regione Campania). Il presidente nazionale dell’Osservatorio, dott. Paolo Zocchi, per motivi legati allo sciopero non ha potuto prendere parte al forum.
I Centri Servizi Territoriali, identificati con l’acronimo “CST”, rappresentano uno degli obiettivi strategici della Società dell’Informazione delle Regione Campania. Tale obiettivo prevede la realizzazione di centri locali di erogazione di servizi al fine di garantire il supporto tecnologico, organizzativo e gestionale agli Enti di piccole e medie dimensioni. Grazie a questi centri si realizzerà un efficace sistema per la diffusione e il riuso delle soluzioni di e-governament, eliminando il digital-divide tra i Comuni medio piccoli e il resto delle istituzioni. I CST, come delucidato dal Dott. Piccirilli coordinatore della discussione, sono costituiti da forme aggregative autonome di comuni che condividono risorse umane, tecnologiche e finanziarie al fine di avvalersi di servizi in forma associata. La condivisione di risorse tecnologiche e know how potrà garantire anche agli Enti di piccole e medie dimensioni economie di gestione paragonabili a quelle degli Enti di medie e grandi dimensioni, assicurando la disponibilità di servizi adeguati anche nei territori a rischio di marginalità. Attraverso i CST è possibile cogliere le sinergie organizzative, tecnologiche ed economiche necessarie per il raggiungimento di significativi obiettivi di sviluppo della quantità e della qualità dei servizi erogati, obiettivi che i piccoli comuni, singolarmente, non sempre possono raggiungere. Infatti, i costi per la realizzazione e la gestione dei servizi di e-government possono rivelarsi insostenibili, se affrontati singolarmente dagli Enti Locali di piccole dimensioni.
L’On. Teresa Armato è intervenuta dicendo “Questi progetti ci aiuteranno a rafforzare l’uso delle nuove tecnologie, a costruire una rete solidale di servizi e di benefici per il cittadino e a trasformare le pubbliche amministrazioni. Attuiamo concreti strumenti per gli Enti locali, piccoli e medi, per recuperare i ritardi tecnologici e contrastare il divario digitale. Dotiamo la Pubblica Amministrazione di servizi innovativi per essere più efficiente, efficace e trasparente”.
L’attuazione dei CST, così come precisato dai vari relatori, richiede l’informatizzazione completa delle singole Amministrazioni Comunali che devono dotarsi delle infrastrutture e dei servizi necessari per realizzare un sistema informativo comunale adeguato. Lo stesso Setaro ha poi proposto di costituire un tavolo permanente, stile conferenza dei servizi, tra i soggetti cui sarà affidata la gestione dei CST e le Provincie che fungono da soggetti capo-fila all’interno della Regione. Questa concertazione interistituzionale assicurerà ai CST la continuità futura nonché l’omogeneizzazione dei servizi offerti.
Attualmente il CST della Provincia di Napoli comprende 25 Amministrazioni Comunali ma l’obiettivo primario è di racchiudere nel CST tutti i comuni non solo quelli marginali ma anche quelli medio-grandi. Infatti Ass. Giuseppe Capasso ha evidenziato l’importanza di coordinare gli interventi raggruppando una parte dell’area provinciale di Napoli. Ha posto questa domanda: “Perché non partire da quei Comuni dove il software è già stato sperimentato?” Per il recupero delle area marginali con concreti strumenti. L’obiettivo del progetto è quindi quello di garantire il coordinamento degli interventi all’intera area provinciale di Napoli utilizzando tutti i canali con la massima trasparenza per rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente ed efficace. L’Auspicio che noi tutti ci auguriamo è che al più presto questo progetto raggiungerà il suo obiettivo per garantire al massimo l’efficienza della Pubblica Amministrazione.
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